[66026laNewsletter #10] - La mano del Sindaco
Numero 10 - 2 novembre 2025
Alessandro, Antonio, Gianluca, Marco, Monica, Roberta e Silvio vi danno il benvenuto al nuovo numero della nostra newsletter: il modo più semplice per restare aggiornati su tutto ciò che accade a Ortona. Un piccolo “giornale digitale” da leggere con calma, quando volete nelle prossime due settimane.
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Cosa troverete in questo numero:
Retrocopertina
La mano del sindaco. La mossa dell’armamento della Polizia locale: iter, costi, dubbi su sicurezza e percezione.
Focus/1
ll tour delle contrade (Caldari e prossime tappe).
Focus/2
Il nuovo ufficio stampa del Comune e le polemiche.Le notizie da non perdere
Tekne: ipotesi ingresso pubblico nel capitale
Raffica di furti d’auto
La sottosegretaria Frassinetti in visita al Nautico
Molo sud: il corso sul mare, il progetto del 2017, l’annuncio di Marsilio e le polemiche
Piccinino nuovo direttore artistico del Tostiano
Oratorio del Crocifisso: tetto provvisorio e fondi FEC
Cimiteri: botta e risposta Canosa–Cocco
“Binaria” del Liceo “Volta” al Senato
Premio 28 dicembre: sei candidature e una proposta alla memoria
L’intervista
Un intervista speciale: questa volta non intervistiamo nessuno, se non voi.
TL;DR
Roccaraso: numero chiuso bus invernali. Chieti: kermesse per i 3 anni del governo Meloni, Automotive abruzzese e partita Ue. Cassa integrazione in forte aumento nel territorio. Coca-Cola: buon impatto economico regionale. Ecosistema urbano: la pagella dei capoluoghi abruzzesi. A Chieti si va verso la riapertura del Supercinema. Valanghe: nuova legge regionale e appello bis Rigopiano. Arrosticini: il caso della carne estera e il dibattito su Dop e IgpIn Agenda
Lo Zambra e il Tosti fra cinema, teatro, concerti e musical. Cosa c’è in programma nei prossimi giorniMirabilia
L’angolo di BottegaLetteraria: i consigli di lettura. Nostra solitudine (D. Bignardi) e Gli indegni (F. Abate) con intervista all’autoreInbox
Lettera aperta di Costa Lurago: il centrosinistra nel 2024/2025 e i primi centto giorni e più del mandato di Angelo Di Nardo

1 - Retrocopertina: La mano del Sindaco
A volte la politica sembra un tavolo da poker: decisioni calate, carte scoperte, reazioni immediate. La nuova mano giocata dal sindaco Angelo Di Nardo sull’armamento della Polizia locale ha avuto esattamente questo effetto: una mossa che polarizza, che costringe tutti a scoprirsi e a dire da che parte stanno.
Nella cover di questo numero lo abbiamo raccontato così, in stile Tex: La mano del sindaco. Una mano convinta, giocata al centro del tavolo pubblico, con gli ex primi cittadini Castiglione e d’Ottavio che osservano. La metafora del Far West è inevitabile: non tanto perché a Ortona si rischi di vivere come in un western, quanto perché ogni dibattito oggi tende a scivolare su quel piano: fazioni, allarmi e scontri.
La spinta della maggioranza
Per la giunta Di Nardo questa scelta è un tassello di un progetto più ampio: videosorveglianza potenziata, nuove tecnologie (drone ed etilometro sono già arrivati), un comando rinnovato nel Palazzo di Giustizia di via Tripoli (pratica avviata dall’amministrazione precedente) e turni notturni per presidiare la città. L’arma non come simbolo, sostiene il sindaco, ma come deterrente e strumento operativo. Ma chiaramente, nell’agone politico, chissà se anche volutamente, l’arma non può che non finire per rappresentarlo, alla fine, un simbolo.
In un clima nazionale - mondiale? - dove sicurezza e percezione della sicurezza sono centrali nel discorso pubblico, è una mossa in fondo coerente con l’identità politica della maggioranza.
E, nella città, la sensazione è chiara: chi invoca più controllo applaude, chi teme una deriva muscolare si allarma. Uno schema rodato.
Le opposizioni al tavolo
Consiglieri di minoranza, forze civiche, ambientalisti e sinistra radicale hanno alzato la voce: scelta sproporzionata, non giustificata da dati, rischio di “Far West”.
Gli ex sindaci Castiglione e d’Ottavio, intervistati sulle colonne del Centro, pur provenendo da posizioni politiche molto diverse, hanno usato lo stesso argomento: prima gli uomini, poi eventualmente le armi. Anche se per d’Ottavio a Ortona non c’è proprio motivo, al momento, per arrivare a tanto, convinto anche che l’armamento renda meno sicura la posizione degli stessi vigili urbani. Senza organico sufficiente, dicono i sindaci emeriti, la misura rischia di restare un annuncio o di scoprire altre parti del sistema (ad esempio la vigilanza scolastica nelle frazioni). Di Nardo di recente ha annunciato, a tal proposito, che a breve uscirà un avviso per arruolare tre nuovi agenti, ma sono comunque considerati pochi. Castiglione, in particolare, crede che la coperta sia corta: il costo dell’armamento sarebbe insostenibile per l’ente: “Servirebbero almeno 10 unità in più e un investimento di circa 350mila euro che, unito al costo corrente di 500mila euro per il servizio di polizia locale, il Comune non può permettersi”, ha detto.
Iter, norme e costi: la parte seria della partita
Al di là della retorica e delle suggestioni, resta un dato: l’armamento non si improvvisa. La delibera apre un percorso tecnico e giuridico rigoroso, stabilito anche dal DM 145/1987:
regolamento comunale da approvare in Consiglio
autorizzazione prefettizia
qualifica di “agente di pubblica sicurezza”
formazione teorica e pratica
armadi di custodia e locali idonei
divieto di portare armi diverse dalla dotazione
uso limitato al territorio comunale
Sono previsti costi, strutture e verifiche. Questa sarà la prova del nove: quanti soldi, in quali tempi, con quale sostenibilità?
La domanda
In mezzo alla disputa resta una domanda semplice, e allo stesso tempo decisiva:
Armare i vigili aumenta davvero la sicurezza o aumenta soprattutto la percezione di sicurezza?
È qui che “la mano del sindaco” si gioca fino in fondo. Perché la sicurezza si costruisce in molti modi - presidio del territorio, prevenzione sociale, infrastrutture urbane, collaborazione tra forze dell’ordine - e l’arma è solo un tassello possibile e di fatto non obbligatorio.
A proposito di obblighi. C’è poi la questione dei turni notturni, altro tassello che l’amministrazione ha messo sul tavolo. L’idea è quella di avere agenti operativi anche di sera, sia per presidiare la sala di controllo delle telecamere sia per attività di pattugliamento. Un obiettivo che, nella visione della giunta, si lega all’armamento. Va ricordato, però, che in realtà la normativa non impone l’arma per il servizio notturno, pur richiamando la necessità di dotare gli agenti “per i servizi esterni di vigilanza e, comunque, per i servizi di vigilanza e protezione della casa comunale e dell’armeria del Corpo o servizio, per quelli notturni e di pronto intervento” (DM 145/1987). È semplicemente la ratio di legge, non un obbligo automatico.
La partita continua
A oggi la città vede due verità che convivono: chi teme più criminalità o percepisce insicurezza vuole più strumenti e più presenza della forza pubblica; e chi teme una deriva securitaria non è portato ad accettare certe politiche.
La politica, in fondo, è anche questo: giocare una carta, e accettare che la partita si apra.
Il caso non finisce qui, perché ci sarà almeno un passaggio da fare in Consiglio comunale, dove l’opposizione è già pronta a fare le barricate appellandosi ai cittadini contrari alla misura.
FOCUS/1 - IL TOUR DELLE CONTRADE
L’amministrazione ha iniziato a girare le 54 contrade sparse in 72 chilometri quadrati di superficie del territorio comunale. È partito infatti un ciclo di incontri pubblici per raccogliere segnalazioni, proposte e criticità direttamente dai residenti e gettare le basi - almeno secondo le intenzioni dell’esecutivo cittadino - per l’istituzione dei comitati di contrada e di quartiere, e quindi di una consulta che le rappresenti.
L’iniziativa è partita da Caldari, la realtà più popolosa e simbolicamente scelta come prima tappa, coinvolgendo anche i residenti di Villa Torre, Iubatti e Rogatti - seguendo una suddivisione a zone di tutte le frazioni.
Oltre quaranta cittadini hanno partecipato al debutto, insieme al sindaco, all’assessora alle contrade Italia Cocco, al maggiore dei carabinieri Alfonso Venturi e al comandante della Polizia locale Livio Feragalli.
Le priorità emerse a Caldari
Tra gli interventi, richieste su:
manutenzione strade comunali e rurali
interventi sull’illuminazione pubblica
più pulizia periodica e decoro urbano
servizi per i bambini (navetta per raggiungere la palestra dello stadio)
zona pedonale estiva nel corso principale
cura del cimitero e segnaletica
Molto sentito il tema sicurezza, con i rappresentanti delle forze dell’ordine che hanno fornito consigli pratici e invitato a segnalare tempestivamente movimenti sospetti. Gli ufficiali parteciperanno anche ai prossimi incontri.
Spazio anche all’identità: per Caldari è stato chiesto recupero dell’antico lavatoio e riqualificazione della chiesa di San Sebastiano.
Le reazioni politiche
Per Di Nardo si tratta di un percorso di “cittadinanza attiva e ascolto vero”, propedeutico alla nascita del sistema partecipativo delle contrade. “Ora dobbiamo fare i compiti a casa”, ha detto, assicurando riscontri operativi. L’assessora Cocco parla di “programmazione delle urgenze” e di un approccio che unisce centro e periferie: “Ogni contrada fa parte di un territorio più grande: bisogna fare squadra rispettando le varie esigenze”.
Prossime tappe
Dopo Caldari, il calendario prevede 10-15 incontri in tutte le aree del Comune, dai quartieri urbani alle zone litoranee e collinari. Prossimo appuntamento il 7 novembre per la zona nord (Lazzaretto, Savini, Ghiomera, Foro, Postilli) all’Hotel Verna (ore 18).
FOCUS/2 - IL NUOVO UFFICIO STAMPA DEL COMUNE
Dopo quella sulle pistole, è stata la polemica dell’ultima settimana. Un nuovo scontro politico - destinato anche questo ad avere riverberi futuri - si è acceso attorno al nuovo servizio di comunicazione istituzionale del Comune.
La giunta Di Nardo, a quattro mesi dall’insediamento, ha optato per un affidamento diretto a tre liberi professionisti nel settore della comunicazione per due anni, a un costo annuo complessivo di 60mila euro. La delibera di giunta n. 56 dello scorso 14 ottobre stabilisce infatti che la comunicazione dell’ente venga gestita da un team di tre figure: addetto stampa, responsabile della comunicazione istituzionale e social media manager, tutti iscritti all’albo dei giornalisti o esperti del settore.
Un’operazione che ha scatenato forti critiche da parte delle opposizioni. “Non uno ma ben tre professionisti per lo staff del sindaco”, ha scritto su Facebook Ilario Cocciola. “Avevamo chiesto di destinare quei soldi al sociale, ma niente. È la triste storia di un Comune che non si eleverà mai”. Sferzante anche il Partito Democratico, che sempre sullo stesso social ha ironizzato sull’esecutivo cittadino: “Esagerati! E noi che pensavamo che per la comunicazione bastasse una sola persona. Dobbiamo quindi aspettarci un’improvvisa accelerazione nelle attività della giunta dopo i primi cinque mesi di calma piatta?”.
Critico anche Saul Montebruno: “È corretto che il sindaco abbia uno staff, come ricordato in consiglio, dove lo avevo esortato però a sceglierlo tra le tante figure competenti della nostra città. La scelta invece è stata fatta fuori Ortona, come da logiche di partito. Nella delibera si dice poi che l’ente non ha giornalisti in organico, ma questo è falso: tra i dipendenti c’è già un giornalista”. Durissimo l’attacco di Cristiana Canosa: “Tre giornalisti forse non li ha nemmeno Trump. È un gioco delle tre carte di un’amministrazione che aveva detto di rinunciare allo staff, ma di fatto se ne dota, mascherandolo con forme diverse, scegliendo tre persone che gli hanno curato la campagna elettorale. In cinque anni saranno 300mila euro. Scriveremo alla Corte dei conti”.
Il sindaco Angelo Di Nardo respinge le accuse: “Non si tratta di uno staff, ma dell’ufficio stampa del Comune. Ci sarà una social media manager che ridarà vita alla pagina Facebook oggi dormiente, riattivando anche i commenti, e che gestirà un nuovo canale WhatsApp per una comunicazione moderna e trasparente. Le altre due figure che cureranno i rapporti esterni dell’ente e la comunicazione istituzionale. Non è una segreteria politica, ma un servizio di cui anche la minoranza potrà avvalersi. Quanto ai costi, siamo al di sotto del passato: parliamo di tre professionisti con partita Iva che si completano per competenze”.
2 - Le notizie da non perdere
Tekne, lo Stato verso l’ingresso nel capitale.
Dopo la golden power estiva contro l’acquisizione Nuburu, si è profilato l’intervento di un socio pubblico (ipotesi Invitalia) per rafforzare la Tekne di Ortona: circa 200 dipendenti, nuove risorse e un rappresentante nel Cda. La Fiom ha accolto con cautela i rumors, chiedendo garanzie su occupazione e radicamento in Abruzzo.
Ortona, raffica di furti d’auto.
Almeno sei colpi in un mese (più un tentativo), soprattutto tra San Giuseppe e centro: nel mirino anche vetture Enjoy. Recuperi in Puglia di mezzi “cannibalizzati”; comune e forze dell’ordine puntano su videosorveglianza e interventi immediati.
La sottosegretaria Frassinetti al Nautico.
Visita all’“Acciaiuoli-Einaudi” al termine della settimana con Marevivo: focus su ITS, orientamento e lotta alla dispersione. Sopralluogo a planetario e simulatore; saluto finale agli studenti: «Buon vento».
Molo sud/1, Ortona in copertina del Centro con il suo corso sul mare.
La diga foranea da 1,3 km è diventata luogo di passeggio e pesca per residenti e visitatori, spinta anche dalla Via Verde. Operatori economici segnalano flussi in crescita tutto l’anno; nei “libri dei sogni” resta l’ipotesi di prolungamento e arredi.
Molo sud/2, Camillo D’Alessandro rilancia il prolungamento del braccio portuale.
L’ex deputato (IV) ha accusato la Regione di aver definanziato il progetto del 2017 (35 milioni) che prevedeva +800 metri e una “piazza del mare” al faro. La visione progettuale prevedeva l’opera idraulica con funzione anche urbana, collegata a città e ciclabili.
Molo sud/3, annuncio della Regione e reazioni.
Martedì 28 ottobre la Regione Abruzzo ha rimesso al centro della discussione il progetto di prolungamento del Molo sud di Ortona. Il presidente Marco Marsilio ha parlato di “parere favorevole del Ministero dell’Ambiente” e di tempistiche: “progettazione entro fine 2026 e avvio lavori nel 2027”. Il sindaco Angelo Di Nardo ha espresso soddisfazione per il confronto istituzionale e i segnali di avanzamento sul porto. L’ex deputato Camillo D’Alessandro (Iv) è intervenuto nuovamente rivendicando l’origine delle risorse nel Masterplan 2017 e parlando di “non notizia”, in attesa di verifiche sui finanziamenti reali.
Piccinino nuovo direttore artistico del Tostiano.
Cambio al vertice dell’Istituto Nazionale Tostiano: il maestro Giuseppe Piccinino è il nuovo direttore artistico. Ortonese, 63 anni, compositore e direttore d’orchestra di caratura internazionale, Piccinino è docente ordinario al Conservatorio “Duni” di Matera. A eleggerlo è stato il nuovo Cda - composto da Gaetano Luigi de Benedictis (presidente), Pia Chiara D’Angelo (segretaria), Diego Valentinetti, Barbara Verì e Giovanni Di Deo (vicepresidente) – che si è riunito il 31 ottobre nella sala consiliare di via Cavour alla presenza della notaia Loredana Borrelli e dei delegati di Provincia (Patrizio Marino) e Regione (Emanuela Grimaldi). Tra i primi impegni della nuova direzione ci sarà la programmazione delle celebrazioni per il 180° anniversario della nascita di Francesco Paolo Tosti nel 2026.
Oratorio del Crocifisso, tetto provvisorio e fondi FEC in arrivo.
Installata una copertura in lamiera in attesa del restauro definitivo dell’oratorio crollato il 28 marzo. Avviato l’iter grazie a circa 250mila euro del FEC (Fondo Edifici di Culto). La Sacra Ampolla resta custodita nella cattedrale di San Tommaso.
Cimiteri, botta e risposta Canosa-Cocco: Posti esauriti, servono interventi subito.
“Un’emergenza che non può più attendere”. La consigliera di minoranza Cristiana Canosa denuncia la mancanza di spazi per le sepolture nei cimiteri cittadini, soprattutto a Ortona centro, e segnala rischi analoghi a Caldari, San Leonardo e Villa Grande. L’ex vicesindaca critica l’assenza di programmazione dopo la fine del suo mandato e richiama il lavoro avviato sulle concessioni scadute: circa mille lotti individuati, con oltre 200 già segnalati per estumulazione.
Dalla giunta arriva la risposta dell’assessora ai cimiteri, Italia Cocco, che conferma la complessità del quadro ma garantisce impegno: “Problema prioritario, stiamo completando la mappatura e seguendo le procedure nel rispetto delle norme e del valore storico delle sepolture”. La Soprintendenza ha comunicato che a breve farà un sopralluogo per compiere le prime azioni necessarie.
Ortona, il progetto “Binaria” al Senato.
Le terze del Liceo Volta hanno presentato “Paesaggi su ruote”, proposta di recupero delle linee ferroviarie dismesse ortonesi in chiave ciclabile e turismo sostenibile, nell’ambito del concorso “Dentro il Senato”. Incontro a Lanciano con Tua e amministratori giovedì 30 ottobre: confermata la valenza educativa e territoriale dell’iniziativa.
Premio 28 dicembre, la commissione al lavoro sulle candidature.
Entra nel vivo l’iter per il Premio 28 dicembre, il riconoscimento istituito nel 1994 per premiare personalità che hanno dato lustro alla città. La commissione tecnico-scientifica nominata dal consiglio comunale a settembre sta valutando i curricula e proporrà una terna al sindaco Angelo Di Nardo, cui spetterà la scelta finale entro fine novembre. La cerimonia si terrà, come tradizione, il 28 dicembre al Teatro Tosti, dopo la commemorazione della Liberazione della città. Sei i nomi in corsa: Angela Arnone, promotrice dei rapporti con il Canada e insignita a Ottawa della Meritorious Service Medal; l’ex senatore e presidente della Provincia Tommaso Coletti; il giallista Romano De Marco; Nicola Ferrari, a maggio nominato Maestro del Lavoro da Mattarella ed esperto internazionale di telecomunicazioni; Paolo Marchegiano, manager UniCredit, promotore di iniziative sociali, vincitore del Premio Cartagine del 2023; e Antonio “Tony” Pietropiccolo, figura di spicco della comunità italiana in Australia. Proposto inoltre un Premio alla Memoria per Elisabetta “Elisa” Valentini, organizzatrice culturale e presidente dell’Opera Nazionale Caduti senza Croce, ricordata per il lavoro con i giovani e per la ricerca sui caduti ortonesi.
3 - L’intervista
In questo numero non abbiamo intervistato personaggi particolari: arrivati al numero 10, al primo piccolo giro di boa, abbiamo deciso di intervistare voi lettori.
Ci piacerebbe sapere cosa pensate di 66026laNewsletter: vi chiediamo un minuto per rispondere a poche domande. Ci aiuterà a capire cosa funziona e cosa possiamo migliorare.
Grazie 🙏
4 - TL;DR
Roccaraso, stretta anti-overtourism
Il Comune montano ha annunciato che riproporrà il numero chiuso per i bus turistici nei weekend invernali (fino a 70 mezzi) e posti di controllo agli ingressi, per prevenire caos e i noti disagi visti a inizio anno. Vertice in prefettura atteso per definire i dettagli; misura riferita solo al centro abitato, non agli impianti sciistici.
Chieti, festa per i 3 anni del governo Meloni
Sabato 25 ottobre, alla kermesse teatina del centrodestra abruzzese Marsilio ha rivendicato crescita e occupazione in Abruzzo e il record dell’aeroporto, indicando la coalizione come “classe dirigente” per i prossimi anni. Applausi anche per la ministra Roccella; sanità regionale difesa a spada tratta. Presente anche una delegazione ortonese con il sindaco Di Nardo e componenti della maggioranza.

Automotive, furgoni in crisi e partita Ue
Il pilastro Stellantis-Val di Sangro resta centrale ma la produzione di veicoli commerciali leggeri (LCV) è calata, cambiando la bilancia export (auto dal 52,7% al 27,3% 2019-2025). La Regione spinge su “neutralità tecnologica” e apertura a e-fuel/bio-fuel.
Cassa integrazione: Abruzzo terzo per aumento
Le ore di Cig sono salite da circa 4 a oltre 10,6 milioni in un anno (+167%), con picchi nelle province di Pescara e Chieti. Trend legato soprattutto all’auto; la Cgia invita ad accelerare l’uso dei fondi Pnrr per evitare una crisi strisciante.
Coca-Cola, 49 milioni di impatto in Abruzzo
A Oricola (AQ) attivate due nuove linee lattine: volumi raddoppiati e –25% di intensità energetica. Studio Sda Bocconi: 49 mln di risorse generate nel 2024 e 1.940 posti di lavoro diretti/indiretti (0,4% degli occupati regionali).
Ecosistema urbano, Abruzzo sotto la sufficienza
Legambiente boccia i capoluoghi: L’Aquila 78ª (47,86%), Pescara 71ª (49,76%), Chieti 59ª (54,29%), Teramo 55ª (54,99%) ma con criticità su ozono e particolato, le cosiddette polveri sottili. Dispersione idrica elevata: fino al 63,4% all’Aquila, 60% a Pescara.
Chieti, Supercinema e ipogei verso l’apertura
A novembre erano previste le inaugurazioni di Supercinema e ristrutturazione ipogei (interventi Pnrr), nonostante proroghe e varianti. Per Palazzo d’Achille, tempi più lunghi: riapertura stimata nella prossima consiliatura.
Valanghe, nuova legge regionale e caso Rigopiano
Approvata all’unanimità la legge 65/2025: carte valanghe obbligatorie, stop a nuove edificazioni nelle aree a rischio, poteri di sgombero ai sindaci e ruolo del CoReNeva. Così, la tragedia di Rigopiano non sarebbe mai avvenuta. Intanto, il 17 novembre è fissata a Perugia la requisitoria nell’appello bis sulla tragedia del 2017.
Arrosticini, disputa sulla carne estera e sul marchio di tutela
Si è acceso di recente uno scontro pubblico sugli arrosticini, emblema della cucina regionale ma sempre più preparati con carne ovina estera, soprattutto francese e irlandese. La causa è strutturale: la domanda supera la disponibilità locale e oggi oltre tre arrosticini su quattro non provengono da pecore abruzzesi.
Il tema è tornato sotto i riflettori dopo una puntata di Foodish su Tv8, con Joe Bastianich, in cui tutti i ristoranti in gara hanno dichiarato di usare carne francese. Da qui la polemica: c’è chi denuncia un prodotto “non più abruzzese” e chi ricorda che la filiera locale non basta a coprire il fabbisogno.
Sul fronte istituzionale si confrontano due linee: Dop – sostenuta da Coldiretti e allevatori per vincolare l’uso di carne locale e rilanciare la pastorizia – e Igp, già riconosciuta dall’Ue e difesa dai produttori perché ritenuta l’unica soluzione praticabile per garantire continuità e qualità.
Una filiera dal valore stimato di un miliardo di euro e 12mila posti di lavoro è ora chiamata a trovare un equilibrio tra identità, mercato e sostenibilità.
5 - In agenda
Cinema Zambra. Da venerdì 31 ottobre prosegue La vita va così di Milani con Virginia Raffaele, Aldo Baglio e Geppi Cucciari, e arriva l’atteso Springsteen – Liberami dal nulla di Scott Cooper con Jeremy Allen White.
E non finisce qui: in arrivo Per te, Io sono Rosa Ricci, la rassegna Corto che passione e tanti altri titoli per tutto novembre.
E il 12 novembre alle 20:45 arriva lo spettacolo Stand up opera di Diego Lombardi, con Luca De Lorenzo e Fabrizio Romano.
Teatro Tosti - Il Vincitore apre la nuova stagione del Teatro Tosti di Ortona con una potente opera storica scritta da Francesco Maria Angelucci, su musiche originali di Luigi Friotto, coreografie di Nicoletta Damiani e regia di Carmine Marino.
Ambientato nel 335 d.C., lo spettacolo racconta la parabola umana e politica di Costantino il Grande, tra potere, fede e tradimento, in un dramma attualissimo che intreccia storia e passioni senza tempo.
Hai qualche evento da segnalare? Scrivici su 66026ilblog@gmail.com
6 - Mirabilia
I consigli di Bottega letteraria.
Per le cose da leggere/ascoltare/vedere/fare ad Ortona, un piccolo angolo lettura a cura di Elena e Denise, due libraie unite da una grande amicizia nata tra gli scaffali della libreria Mondadori Bookstore di Ortona, dove lavorano.
Insieme hanno ideato BottegaLetteraria, uno spazio pensato per raccogliere recensioni di libri, presentazioni, gruppi di lettura e interviste a scrittori e scrittrici. Se volete farvi dare qualche consiglio di lettura da loro, le trovate da Mondadori Bookstore Ortona, al civico 92 di corso Vittorio Emanuele II.
Nostra solitudine

Uno di quei libri che ti permettono il lusso di acquistarlo senza leggerne la trama. La solitudine è nostra, perché è un racconto delle oppressioni del nostro presente.
Gli indegni, Francesco Abate

(Intervista all’autore a cura di BottegaLetteraria)
Alla scoperta di Livio. In che misura rappresenta per te una “doppia ribellione” nei confronti sia della famiglia che delle radici locali? Come hai gestito questa irrequietezza?
“Livio è un ragazzo di 16 anni pieno di irrequietezza come loro ero io e tanti ragazzi e ragazze. Non importa a quale generazione appartengano perché quella fame di vita, quella ricerca di una propria identità e di uno spazio che non siano quelli che hanno preparato per te la famiglia, la scuola, la società accomunano ogni giovinezza. Non ho gestito Livio, l’ho lasciato andare senza freni e senza protezioni. Fugge di casa e accoglie il mondo che gli viene incontro, dovrà imparare a vivere. È un entusiasta e se vogliamo un ingenuo. Incontrerà la bellezza, la fratellanza e l’amore ma anche le grandi delusioni, l’abisso, la perdizione. Nel romanzo gli anni ‘80 non sono solo musica e colori ma anche contesto in cui i ragazzi protagonisti cercano di capire chi sono”.
C’è un episodio o oggetto simbolico di quegli anni (una canzone, un locale) che per te rappresenta al meglio lo spirito de Gli Indegni?
“Ci sono molti oggetti simbolo: i dischi in vinile senza dubbio e tutto l’abbigliamento di allora. Attenzione, non è un caso che in questi anni il vinile sia prepotentemente tornato e così in genere la moda di quegli anni. Stiamo vivendo una connessione diretta con quel periodo. I luoghi sono legati ai locali dove poter ballare la nostra musica, il punk, la new wave: penso al Banana Moon di Firenze, al Rose Bon Bon di Parigi al Camden Palace o all’Electric Ballroom di Londra. Se vogliamo il romanzo offre anche una geografia precisa di tutto ciò”.
Anaïs è un personaggio magnetico e contraddittorio, incarna la libertà e la follia degli anni ‘80 ma dietro la sua spregiudicatezza si intuisce una grande fragilità. Ti sei ispirato a qualcuno in particolare, o rappresenta più la figura simbolica di un ideale che avrà poi effetti devastanti su Livio?
“Tutto quello che troverete nel romanzo l’ho vissuto personalmente, l’ho toccato con mano. Questo non vuol dire che sia un libro autobiografico. Ho fatto tre passi indietro e ho messo il mio vissuto a disposizione dei personaggi. Ho incontrato diversi Livio e non poche Anaïs. Entrambi partono alla pari al nastro del via ma Anaïs è un capobranco, Livio un gregario. Lei corre molto più veloce di lui e la sua fame di vita è così furiosa da rischiare di distruggerla. Anaïs è più fragile? O forse più coraggiosa? O ancora non è che è solo meno fortunata? Bisogna arrivare all’ultima pagina per capirlo”.
Ora che il libro è arrivato nelle librerie qual è il messaggio o la sensazione che speri rimanga impresso nei tuoi lettori dopo averlo chiuso?
“Questa è una fase di grande gioia e non so ancora bene cosa chiedere ai lettori se non di accogliere Gli indegni con grande curiosità. È un libro che avevo in serbo nella mia mente da molti anni ma non mi sentivo ancora pronto. Poi è arrivato il momento: distante abbastanza dai fatti accaduti da non farmi cadere in un autocompiacimento ma ancora vicino per non sporcare la memoria con malinconia, nostalgia e rimpianto. Ora che mi ci fate pensare, vorrei che ai lettori e alle lettrici rimanessero impresse le ultime righe. Quelle che si trovano quando la storia finisce, si volta pagina e c’è una dedica che considero un corpo del libro, il vero finale. Ovvio che ora non posso né devo svelarlo”.
7 - Inbox
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Costa Lurago, 38 anni, ingegnere, proposto nel 2024 dal Pd di Franco Musa - prima di essere commissariato - come candidato del centrosinistra in vista delle ultime elezioni amministrative.
Gentile redazione,
da poco sono trascorsi cento giorni di governo cittadino del giovane Di Nardo, ma voglio fare un passo indietro.
Torniamo alla calda estate 2024, torniamo a quei mesi in cui in modo affrettato ed alquanto turbolento il centrosinistra ortonese decide, spinto dagli alti ranghi, di riunirsi per capire cosa fare, memore della sconfitta regionale, per capire come poter creare un “Patto per Ortona” e presentarsi alle elezioni amministrative post commissario prefettizio.
Si tengono tra Ortona e Lanciano varie riunioni, presenti solo esponenti provinciali e locali dei maggiori partiti del centrosinistra e qualche rappresentante di alcune liste civiche ortonesi.
Non è dato sapere chi ha mandato gli inviti e con quale logica. Alla domanda “ma perché non è stata chiamata tutta la sinistra civica?”, la risposta è stata: “bisogna tagliare i ponti con il vecchio governo cittadino”. Ok. Seguono dichiarazioni e discussioni.
Dopo varie riunioni conoscitive, si arriva a metà settembre, si arriva al punto in cui ogni partito o lista può portare nomi sul tavolo. Vari nomi sul tavolo, inizia la bagarre.
Fine settembre, colpo di scena. Il Pd ortonese viene commissariato, entra in campo il sindaco di Tollo Radica. Il Pd locale si spacca. Direi che sia stato alquanto scortese commissariare un partito dopo che il nome di un tesserato (il mio) era stato portato sul tavolo appena due settimane prima. La definirei poca sensibilità e molta voglia di perdere. Bastava farlo due settimane prima e nessun nome sarebbe andato sul tavolo, ma questa è un’altra politica.
Il tavolo del “Patto per Ortona” si spacca poco dopo, escono fuori i socialisti, i 5 Stelle e una parte del Pd. Ma una cosa è ormai certa: il “Patto per Ortona” esiste e ancor di più esiste il nome del candidato sindaco. In modo plebiscitario l’assemblea cittadina (D’Alessandro, D’Anchini, Radica, Barisci, Il Faro, d’Ottavio) decide che l’Avvocato è la scelta migliore.
Non è neanche servito definire le modalità di confronto tra i vari nomi arrivati sul tavolo. Con il nome del già-candidato-sindaco non è stato necessario fare dibattiti, confronti, discussioni o analisi per capire se un’opzione poteva avere più chance di un’altra. Il tavolo ha deciso e basta. Lui è la migliore scelta possibile. Ha già perso una volta, può solo vincere.
Il resto è storia.
Rimane il triste fallimento di chi su quel tavolo ci si era seduto convinto di poter dare una mano. Convinto di avere qualche carta buona da giocare e seppure non da futuro candidato sindaco, almeno da spalla del candidato. Rimane l’illusione di chi si è seduto a un tavolo pensando che dei presenti nessuno volesse solo giocare, ma tutti vincere. Invece no, sembrava che le carte messe sul tavolo fossero state impresse con il fuoco nella mente dei presenti, condite da una sana spolverata di saccenza e cattiveria. Bisogna andare avanti a testa bassa.
Il candidato c’è, non serve dire altro. Non serve capire cosa vogliono gli ortonesi, non serve vedere i numeri della destra, non serve porsi qualche domanda in più sul perché i partiti ortonesi non hanno seguito tra gli under 40. Non serve niente, il candidato c’è. Non serve fermarsi un momento e dire: “sentiamo cosa dice Ortona, informiamo i cittadini e facciamo delle primarie”. Non serve chiedersi: “ma scegliere un candidato che ha già perso serve veramente per vincere?”. Non serve domandarsi: “ma questo ragazzo ha dato la disponibilità a voler giocare una partita importante, forse potremmo sentirlo? Magari farlo parlare ci aiuterebbe a capire se è il cambiamento che cerchiamo?”. No, non serve farsi domande se si ha già la sconfitta in pugno. Non serve fermarsi e pensare: “e se avesse ragione lui, se in effetti alla sinistra partitica ortonese servisse una persona nuova come mai negli ultimi anni?”.
È troppo giovane e senza esperienza, scartato senza poter proferire parola. Ho fallito.
Ed eccoci qui, a 100 giorni dalla vittoria di Angelo Di Nardo, a più di cento giorni dal ballottaggio nel quale, di nuovo, la sinistra ortonese si è ritrovata (qui senza scelta, a differenza di 3 anni fa) a votare per un sindaco di destra.
Perdere piace molto ad alcuni ortonesi, ascoltare meno. A me non piace l’epilogo, non piace che a Ortona si sia arrivati a un ballottaggio tra le destre. Ma rido pensando che il sindaco di Ortona non sia solo giovane, ma abbia addirittura un anno in meno di me.
Costa Lurago
-FINE-
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